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-TESI-

La tesi segue le direttive di un bando di progettazione pubblicato dall’Università degli studi di Ferrara, con oggetto la progettazione di un edificio universitario presso l’arcispedale Sant’Anna di Cona (Ferrara).
Il lotto di intervento è situato tra l’ospedale e due grandi parcheggi che lo servono, il nuovo edificio universitario dovrà essere quindi accessibile da più lati.
Si è ricercata quindi la massima permeabilità dell’edificio, dove tre assi principali definiscono le diverse funzioni e percorsi interni in continuità con i percorsi esterni.
La copertura e l’involucro dell’edificio sono studiati per permettere il passaggio della luce naturale in ogni sua parte, ricercando quindi una qualità spaziale interna alla pari di un esterno.
Inoltre per richiamare l’interazione tra interno ed esterno la vegetazione entra nell’edificio lungo i percorsi principali, sottolineando la divisione in due parti a seconda delle diverse utenze, utenza regolare in determinati orari giornalieri per quanto riguarda uffici amministrativi, biblioteca e studi docenti, ed a rotazione in aule e spazi studio.
Nei piani superiori, collegati da passarelle, troviamo aree studio e relax, che si fondono ed alternano, caratteristica fondamentale per vivere bene un ambiente universitario.

L’esterno appare semplice, caratterizzato da brise soleil verticali che marcano gli accessi variando la distanza ritmicamente.
Il volume della biblioteca emerge dal corpo dell’edificio, con un sistema di oscuramento a rete grigliata, che durante il giorno evita l’accesso diretto della radiazione solare, dannosa per i libri, mentre di notte permette di mostrare l’interno.
La biblioteca è studiata su due piani anche per separare le funzioni di consultazione e lettura, permettendo l’accesso alla sala lettura sia dalla biblioteca che dalle aree studio.
La copertura con una struttura indipendente da quella dei volumi interni, forma un reticolo triangolare che caratterizza il progetto.

Il pericolo principale di un involucro completamente trasparente è un consumo energetico elevato per garantire una situazione di benessere dell’utente.
Le soluzioni tecnologiche studiate scongiurano questo pericolo, pur non scendendo mai in dettaglio e mantenendo la definizione di elaborato preliminare, come richiesto dal bando del concorso.
La facciata vetrata trasparente a doppia pelle, è una facciata attiva con la caratteristica principale di regolare gli scambi termici tra interno ed esterno: sia in inverno con il contenimento dell’energia prodotta all’interno, sia in estate con i movimenti convettivi tra le due pareti vetrate che espellono l’eccesso di energia accumulata.
Il sistema di oscuramento a brise soleil verticali esterni protegge dalla radiazione solare incidente, riducendo il carico termico sulla parete vetrata, inoltre essendo mobili possono adattarsi alla diversa incidenza dei raggi solari.

La copertura è in ETFE, un materiale plastico, trasparente, più leggero, resistente, isolante e semplice da installare rispetto al vetro, nonché materiale autopulente, particolarmente adatto per una copertura del genere.  Due pellicole di ETFE creano dei cuscini pressurizzati che pur permettendo il passaggio della luce, isolano termicamente con l’intercapedine d’aria, creando una luce diffusa all’interno.
La copertura è anche studiata per permettere il recupero dell’acqua piovana, che grazie alla forma dei cuscini pressurizzati in EFTE, defluisce e viene raccolta in vasche sfruttando la sezione cava dei pilastri.

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